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LUIGI TENCO SOTTO LA LANTERNA DI GENOVA LA LETTERA A
"IL LAVORO"


La notizia della morte di Luigi Tenco suscitò una profonda impressione in tutta Italia, specialmente a Genova, città dove Tenco era cresciuto e dove era conosciuto ed apprezzato da tutti.
Grande spazio ebbe perciò la notizia della tragedia di Sanremo nei quotidiani genovesi, che allora erano 3 ("Il Secolo XIX", "Il Corriere Mercantile" e "Il Lavoro").
Quest'ultimo, il giorno 28 gennaio, pubblicò una lettera che Luigi Tenco aveva scritto qualche giorno prima di morire.
Ecco il testo integrale:


"Quando un Paese riesce ad esprimere in chiave moderna una sua musica tipica (come è avvenuto per la bossa nova e il cha cha cha), per un certo periodo di tempo il mondo intero impazzisce.
In Italia, purtroppo, il grosso sbaglio è di guardare al mercato mondiale e imitarlo, quando ci sarebbe da noi un patrimonio musicale vastissimo e pieno di folklore.
Bisognerebbe prendere melodie tipiche italiane e inserirle in un sound moderno, come fanno i Negri con i Rythm and Blues o come hanno fatto i Beatles che hanno dato un suono di oggi alle marcette scozzesi, invece di suonare con la zampogna.
In Italia si è vittime del provincialismo perchè sanno apprezzare solamente quello che viene dall'estero; ed è un provincialismo per di più apprezzato dalla stampa, dalla radio e della televisione. Nessuno fa niente per la nostra musica.
Eppure il patrimonio folkloristico è così vario che ogni cantante e compositore potrebbero attingervi mantenendo la propria personalità.
Se uno vuol fare la sua protesta, può protestare; se un altro vuoi fare ballare la gente, può farla ballare; ce ne sarebbe per tutti.
Dopo Sanremo 1966 la polemica sui capelloni si è accesa di tinte assurde: come sempre hanno fatto di ogni erba un fascio, dicendone di tutti i colori.
Gli argomenti preferiti da certa gente sono che i capelloni non lavorano, che si tratta di esseri sporchi, intellettualmente ritardati; bene, io a questo punto mi proclamo un capellone, mi sento uno di loro. Eppure lavoro sodo, mi lavo regolarmente e fino a questo momento, con tutti i difetti che mi possono attribuire, nessuno mi ha mai considerato un cretino".


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