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RITRATTO DI LUIGI TENCO L'INTERVISTA A HERBERT PAGANI

Nei primi giorni del novembre 1966, 12 settimane prima dell'inizio del Festival di Sanremo, che gli risultò fatale, Tenco rilasciò una lunga intervista a Herbert Pagani, all'epoca famoso conduttore di Radio Montecarlo, emittente molto ascoltata dai giovani perchè era l'unica a prestare attenzione ai lori gusti e alle loro mode.

In questa intervista, Tenco non risparmia critiche feroci ai suoi colleghi; ironizza contro i mass-media, rei di diffondere soltanto canzoni futili; denuncia l'ipocrisia del mondo della canzone e dei discografici; ed elogia i nuovi cantanti emergenti: Patty Pravo, Lucio Dalla e Fabrizio De Andrè.


- Un personaggio ombroso. Dicono che abbia gli occhi tristi. A me sembra abbastanza allegro. Presentati.
- Luigi Tenco.

- Ciao Luigi, come và?
- Bene grazie.

- Come mai non ti si sente molto?
- Non mi si sente molto, anzitutto perchè sovente avrei soltanto da dire delle cretinate, per cui preferisco non dire niente. Invece altre volte dico qualche cosa, ma la radio e la televisione pensano che non valga la pena pubblicarli, per cui bocciano questi dischi. Invece ogni tanto, quando parliamo di prati fioriti, così, ci troviamo tutti d'accordo e allora...

- Con che cosa cominciamo, una canzone di Tenco, proibita?
- Sì, e che s'intitola "Ognuno è libero"
(segue disco)

- Ed ora sentiamo un cantante che ti piace.
- Un cantante che mi piace è un mio amico di Genova, un certo Fabrizio.

- Questi genovesi... vi volete bene, tra di voi genovesi?
- Affetto profondo. Tra l'altro ho fatto un film 3 anni fa, nel quale io ho inserito una canzone di questo ragazzo.

- Era "L'albero della Cuccagna?" [Nota: trattasi del film: "La Cuccagna" di Luciano Salce, 1962, interpretato dallo stesso Tenco]
- Esatto. La canzone era "La ballata dell'eroe" di Fabrizio, che parlava appunto di questo eroe. [Nota: si riferisce a Fabrizio De Andrè]
(segue disco)

- Ed ora cosa sentiamo di Bob Dylan?
- Di Bob Dylan? Sì, sentiamo "Blowing in the wind", che ho anche tradotto tempo fa e che mi piace molto.
(segue disco)

- Ora parlami di te, dei tuoi gusti. Quali sono ad esempio i cantanti che non ti piacciono?
- I cantanti che non mi piacciono sono molti, direi quasi tutti, ci vorrebbe troppo tempo... (ride).

- Scegli il più esemplare e la più esemplare.
- Mah, non so, la più esemplare, facciamo la... Gigliola Cinquetti, allora.

- Cos'hai da dire?
- Gigliola Cinquetti è la retorica personificata, cioè la ragazzina che non ha contatti sessuali, che assolutamente non può fare, eccetera... invece è tutto sbagliato, è chiaro che anche lei è nata da un contatto sessuale come tutti noi. E questa ragazzina nasce proprio così, in questo periodo di libertà come reazione, come reazione direi... di destra, se si può usare un termine politico anche per la musica leggera. A me queste cose non piacciono.

- All'estero è adorata, perchè è considerata il simbolo dell'Italia di oggi e dell'Italia di sempre, perchè all'estero credono sempre che l'Italia non migliori mai, e invece in Italia è odiata appunto per questo.
- Ma purtroppo forse è lei il simbolo dell'Italia di sempre, specialmente se si vede dietro a questa sua innocenza una piccola malizia dentro agli occhi; nascondere cioè dietro l'acqua e sapone tutto un retroscena.

- Tutto un trucco.
- Con tutto questo la Cinquetti può rappresentare veramente l'Italia di oggi. Mi dispiace dire questo della Cinquetti, quando so che le piacciono alcune mie canzoni, ma questo non vuol dire niente. Io penso questo di lei, e quindi... me lo perdonerà. Va bene?

- Benissimo... che cosa sentiamo di questa nostra ambasciatrice all'estero?
- Scegli tu, per me va tutto bene.

- Va tutto male, direi.
(segue disco)

- E... di cantanti inglesi?
- Che non mi piacciono o che mi piacciono?

- Che ti piacciono o non ti piacciono, scegli tu, qui abbiamo tutti i dischi.
- Ad esempio Donovan ammetto che mi piace. Perchè mi piacciono queste cose, quindi... a parte che sono addirittura un po'... monocorde nel dirlo... ma a me piacciono questi, e non gli altri... Ti dirò, tra l'altro ho sentito un disco "Il soldato universale" ("The universal soldier"), che mi è piaciuto moltissimo, e gradire che tu lo facessi sentire.
(segue disco)

- E... dei cantautori italiani cosa mi dici? Di Genova...
- I cantautori italiani... io sono un po' coinvolto nel fenomeno, però ti dico sinceramente che... cioè ai cantautori italiani bisogna dare... è un discorso un po' lungo...

- Facciamolo breve.
- Lo facciamo breve, ed è questo il discorso: prendiamo i decadenti. Tra i decadenti, perchè la musica di questo tipo è decadente, cioè è il ritornare sui temi "amore, fiori" ecc. ecc, con nuove frasi, con nuovi tipi di linguaggio, ecc. ecc, significa un compiacimento formale, ma una mancanza di sostanza. Questo non significa che non facciano delle cose bellissime, perchè ci sono delle canzoni che mi piacciono molto di Endrigo, di Paoli, di Lauzi, sono delle canzoni che io stesso ho fatto, capisci. Il giudizio complessivo che si può dare è negativo, perchè oggi che altri ragazzi, la radio, la stampa, la televisione sembrano disposti ad ascoltare anche determinati linguaggi, chi ha l'intelligenza per adoperarlo, farebbe bene a farlo. Quindi chi non lo fa, o ha degli interessi economici, o se ne frega. E questo è il giudizio negativo che ne scaturisce. Però ciò non toglie che ci siano delle belle canzoni da ascoltare, piacevoli, come ad esempio "Ti ruberò" di Lauzi, che sembra uscita fuori da un festival delle rose, o cose del genere... la canzone è bella, peccato che parli...

- ... che non dica niente di nuovo?
- Esatto
(segue disco)

LUIGI TENCO CON PATTY PRAVO E LUCIO DALLA - Senti, ci stiamo intristendo un po'... ascoltiamo allora una ragazza che ti piace.
- Una ragazza che mi piace, ad esempio, è questa Patty Pravo, nuova... [Nota: nella foto insieme a Tenco e Lucio Dalla]

- Parlaci di lei...
- Te ne parlerei molto volentieri. Comunque guarda, dopo sentirai... ti dico io, credo che questa ragazza abbia molta grinta, e poi si è inserita nel modo giusto, nell'ambiente giusto, disposta ad ascoltare e a fare le cose giuste. Per cui questa mia scelta è dovuta alla speranza che io nutro, e si chiama Patty Pravo.

- Cosa canta?
- Ragazzo triste.
(segue disco)

- E degli italiani appena usciti?
- Degli italiani appena usciti, Lucio Dalla. Barbetta. Soprattuto apprezzo questo suo piglio da profeta piccolo... è bravo, del resto le sue capacità vocali vengono impiegate male, per dire delle stupidaggini, ma invece a volte vengono occupate per dire delle cose serie, cose nelle quali egli è particolamente versato. Ad esempio quella canzone "Io non ci sarò" dove parla della guerra, nella quale lui non ci sarà... mi dirai che il tema è il solito della guerra, perchè così... va bene a tutti parlare di guerra, no?

- Si potrebbe parlare di altre cose...
- ... di cose un po' più vicine a noi, come il divorzio... vabbè di questo invece non se ne parla, si parla di guerre e... è già qualche cosa parlare di guerre, fino a poco tempo fa non si parlava di guerre, si parlava solamente di stelline, di occhi, mamme... e in questa canzone "Io non ci sarò" la voce di Lucio mi sembra incisiva al punto giusto per mettere in risalto pezzi di questo tipo.
(segue disco)

- E ora una canzone tua. Con cosa ci lasci? Una canzone proibita...
- Allora, una canzone proibita è "E si ci diranno".

- E che cosa ci diranno?
- E se ci diranno che... se ci racconteranno delle "balle" noi risponderemo che non ci crediamo, in fondo.

- Hai ragione, lo hai detto anche tu in queste note. Ciao Luigi!
- Ciao!

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