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IL RAPPORTO CON DALIDA

LUIGI TENCO E DALIDA LEGGONO I TELEGRAMMI La questione dei reali rapporti tra Tenco e Dalida è stata a lunga dibattuta. Secondo alcuni, tra i due era nata una relazione che superava il puro impegno di lavoro.
Più arduo definire i limiti di questa relazione. Certo, Dalida sembrava innamorata del bel tenebroso cantautore italiano, e probabilmente lo era davvero.
Al contrario, è difficile capire quali sentimenti Tenco provava per la collega, specie alla luce delle lettere che il cantautore aveva inviato a Valeria.
In una di queste, scritta il 18 novembre 1966, si legge testualmente:
Ho tentato in tutti i modi, ho passato delle notti intere (aspetta un attimo!) a bere, a cercare di farle capire chi sono, cosa voglio, e poi... ho finito col parlarle di te, di quanto ti amo. Che gran casino, vero! Certo, lei si è dimostrata molto "comprensiva", ma mi ha detto che ormai dovevamo portare avanti questa "assurda" faccenda agli occhi degli altri. È una donna viziata, nevrotica, ignorante, che rifiuta l'idea di una sconfitta, professionale o sentimentale che sia.
Dopo aver letto queste considerazioni di Tenco, non si può fare a meno di rimanere stupiti pensando alla rivelazione fatta da Marco Simone e Paolo Dossena, della casa discografica Rca, secondo i quali Tenco e Dalida avevano annunciato loro l'intenzione di sposarsi, subito dopo il Festival di Sanremo...
Leggendo le lettere a Valeria, non si direbbe affatto...
Il mistero si infittisce, se consideriamo che Tenco scrisse a Valeria il 16 gennaio 1967, alla vigilia del Festival, un invito a compiere insieme una vacanza in Kenya:
Appena avrai discusso la tesi faremo una cosa che non abbiamo fatto ancora, ce ne andremo per un periodo di tempo, tu ed io da soli. Andremo... in Africa... in Kenia.
Guarda nel secondo cassetto della scrivania e comincia a fare qualche programma. Tesoro, avremo i giorni e le notti tutte per noi: potremo parlare, prendere il sole, fare l'amore, dimenticare i problemi che abbiamo vissuto, le angosce, i momenti bui. Potremo riscoprire il senso della vita.
Cosa avesse davvero intenzione di fare Luigi dopo il Festival (partire per il Kenya con Valeria oppure sposare Dalida) non lo sapremo mai.
È comunque innegabile che l'ultimo capodanno della sua vita Tenco lo trascorse in compagnia di Dalida, così come testimoniato da Danilo Degipo, amico fin dall'adolescenza del cantautore: durante l'esibizione di Tenco al Veglione di Capodanno alla Casina Valadier di Roma, Dalida era presente in sala. Terminato lo spettacolo, Tenco tornò di corsa in albergo, dove l'attendeva la cantante francese e si sedette al tavolo da poker: "Luigi giocò forte", conferma Degipo.

Tuttavia, la autenticità delle lettere a Valeria, pubblicate nel gennaio 1992, viene confermata da un articolo apparso nel magazine argentino "Canal Tv" del febbraio 1967. Leggendo il reportage di Sandro Paelli, inviato al Festival del 1967, scopriamo che in Argentina si sapeva dell'esistenza di una misteriosa fidanzata di Tenco, e questo 25 anni prima rispetto all'Italia.
Sandro Paelli descrisse un ambiente festivaliero dove circolava questa voce e chiunque, perfino un assistente della Rai-Tv, sapeva della ragazza. E quando Paelli provò ad affrontare l'argomento, durante una intervista, il cantautore rispose bruscamente che erano affari suoi e che non intendeva parlarne. E con questa risposta, l'intervista fu interrotta.
Inoltre, l'articolo di Paelli contiene anche una cosa che davvero non ci saremmo mai aspettati di leggere: una dichiarazione di Dalida sulla ragazza di Luigi Tenco, che potete leggere anche nella versione originale in spagnolo:

CANAL TV - FEBBRAIO 1967
Dalida, amica intima di Tenco, con gli occhi gonfi di lacrime, mi confessò:
- È una copertura quella che ora vogliono stendere. Vogliono creare l'immagine dell'idolo che non sopporta il fracasso e si ammazza. La verità è un'altra. Credo che la verità di questa morte ingiusta la conosca solo Dio e quella donna che non seppe quanto Luigi era innamorato di lei.
Si noti che le parole di Dalida hanno un punto in comune con una frase della seconda lettera di Tenco a Valeria:
Ho tentato in tutti i modi, ho passato delle notti intere (aspetta un attimo!) a bere, a cercare di farle capire chi sono, cosa voglio, e poi... ho finito col parlarle di te, di quanto ti amo.
...segno che la circostanza avvenne veramente.
A questo punto, sembrano non esserci più dubbi sul fatto che il cuore di Luigi Tenco non battesse per Dalida.
A conferma di ciò, possiamo leggere ciò che Teresa Zoccola, la madre di Luigi Tenco, disse nella sua prima intervista del marzo 1967, due mesi dopo la morte di suo figlio:
"Mio figlio e Dalida erano buoni amici. Nient'altro. Luigi non si è ucciso per amor suo. E Dalida non voleva morire perché senza di lui non si sentiva più di vivere. Fra loro, creda, non c'erano amori segreti o impossibili. Queste sono tutte storie inventate, ignobili speculazioni che vengono fatte con il nome del mio ragazzo"
[...]
"Non andavano d'accordo loro due. Lei era una diva, esattamente l'opposto delle ragazze semplici e spontanee che piacevano a mio figlio. Luigi faceva fatica a lavorare insieme a lei. «Le dive come Dalida», mi aveva detto Luigi prima di partire per Sanremo, «non sono delle donne, mamma: non sono naturali, non sono umane. Non immagini che fatica faccio a lavorare con lei». Dalida questo lo sapeva. «Non m'importava», mi ha detto. «Gli volevo bene lo stesso. Gliene volevo molto. E a Sanremo cercavo di stargli vicino; io lo andavo a cercare, volevo parlare con lui: era così buono, onesto, generoso Luigi e mi faceva bene stare in sua compagnia». Non credo fosse innamorata di mio figlio, ma aveva molta simpatia per lui, forse un mezzo sentimento".
Come si concilia dunque un uomo innamorato con un uomo che fa queste confidenze a sua madre?

Gli amici di Tenco, che furono testimoni oculari del suo rapporto con Dalida, si dividono in due categorie: chi si dice certo sull'autenticità della storia d'amore tra i due protagonisti, e chi invece liquida la storia come uno dei tanti flirt del cantautore.
Gianfranco Reverberi ha riferito a Renzo Parodi di ritenere che tra i due sentimentalmente "ci fu qualcosa. Spesso accade che dalla collaborazione artistica scattino meccanismi di innamoramento".
Gino Lavagetto invece è certissimo che la storia fosse solida e vera. Così dice a Renzo Parodi:
"Non fu affatto un espediente pubblicitario per lanciare la canzone di Sanremo. Era una storia d'amore cominciata qualche mese prima, una storia molto bella. Lo vedevo molto convinto, Luigi, di quella nuova compagna. Non ricordo se parlò mai di matrimonio, sull'argomento entrambi in linea di principio eravamo contrari, difatti io non mi sono mai sposato. Luigi pensava al matrimonio come ad un contratto e non gliene importava nulla"
Anche Sandro Ciotti, nella sua autobiografia, la pensa così:
"E poi c'era la storia con Dalida [...] era una ragazza molto simpatica, molto estroversa, e proprio per questo molto diversa da Luigi. Nonostante Luigi fosse molto innamorato, la loro storia non poteva durare: i loro caratteri erano diametralmente opposti"
Infine, sempre Renzo Parodi riferisce di un Ruggero Coppola che invece "esclude che Tenco fosse innamorato della collega. Secondo lui semmai era Dalida ad essersi presa una sbandata per il bell'italiano bruno e intrigante".


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